TEST CUCINOTTO TIPO “PRIMROSE”

Pubblicato il da solaero


Test Cucinotto tipo "Primrose"

 

Se ancora non l'avete fatto, vi consiglio di leggere prima la pagina Modalità e spiegazioni generali riguardanti i test  per meglio capire quanto segue.

 


 

 

Come al solito inizio delle misurazioni con acqua.

Si noti che l'ebollizione inizia con parecchi gradi al di sotto dei famosi 99,99°C e questo credo sia dovuto unicamento al fatto che, in questo tipo di fornello, l'energia colpisca il fondo della pentola che diventa quindi la zona più calda originando l'ebollizione, quando il resto del recipiente è ancora ad una temperatura inferiore.

 

Una prova precedente aveva dato però una temperatura di picco di 108°C: evidentemente oggi il cielo non era così trasparente come sembrava...

 

 


 

 

 

Oggi primo piatto destinato alla consumazione: un risotto con spinaci selvatici raccolti al momento.

La temperatura sale un po' più velocemente (evidentemente c'è una minore barriera ai raggi solari) nonostante gli ingredienti in più aggiunti alla stessa quantità d'acqua della prova precedente.

 

Sicuramente il riso sarebbe stato consumabile dopo i classici 20 minuti (diciamo mezz'ora in questo caso) dall'inizio dell'ebollizione ma nessun commensale era pronto e così l'ho lasciato a cuocere anche per verificare la teoria secondo la quale un fornello solare non scuoce i cibi.

E invece devo dire che questo apparecchio è "troppo potente" e il risultato è stata una crema di riso piuttosto che un risotto. Comunque le galline che aspettavano ansiose gli avanzi sono rimaste "a becco asciutto"...

 

Non sono stati registrati i valori rilevati nella serra in quanto non sono riuscito a posizionare in un angolo d'ombra la sonda k e si leggevano valori di oltre 170°C: quanto riesce a provocare poco più di mezzo m2 luce solare riflessa e concentrata!!!!

 


 

 

 

 

Vista la giornata interessante dal punto di vista meteo, decido di fare un altro esperimento "commestibile". Non sono un amante della carne ma volevo provare anche questo tipo di alimento.

Ho lasciato cuocere un'ora prima di assaggiare (no, non ripeto il pranzo alle 15.30!) e comunque anche questo piatto è risultato stracotto ovviamente.

Quindi posso concludere che questo tipo di fornello solare differisce da un comune fornello elettrico o a gas quasi solo per i tempi un po' più lunghi con il quale raggiunge la temperatura di cottura, anzi di ebollizione, visto che la cottura degli alimenti inizia molto prima (circa 75°C per la carne e 85°C per verdure e cereali.

 


 

 

Anche se le condizioni meteo cominciano a non essere più ottimali (vento fresco teso) decido di provare a completare il menù della giornata anche con un "dessert".

Le cosiddette "Ossa dei morti" era la cosa più semplice e rapida da mettere in pentola e così, fidandomi solo della mia memoria  per le proporzioni, ho iniziato ad impastare farina e zucchero. Solo a questo punto mi accorgo di non avere né mandorle né nocciole, richieste dalla ricetta tradizionale ma decido di procedere comunque con questa ricetta strampalata.

Non faccio i soliti salsicciotti ma stendo l'impasto sul fondo della pentola in modo che sia il più possibile uniforme ed a contatto con la parte riscaldata.

 

L'acqua utilizzata in quantità inferiore rispetto alle altre esperienze non solo lascia salire più rapidamente la temperatura ma consente anche di raggiungere temperature (ricordo dei vapori) decisamente più alte che non con gli alimenti ad alto contenuto di H2O.

 

Dopo un'ora di cottura, decido di togliere il "sigillo" di farina al buchino dal quale passa la sonda. Infatti ci sembra che l'impasto abbia perso poca acqua e quindi sia lontano dalla consistenza tradizionale piuttosto secca e dura di questa specie di biscotto.

 

Un po' per questo e un po' per l'ora non molto favorevole e un po' per il vento che ha preso a soffiare violento (ricordo che in sede di test non copro il coperchio della pentola con l'isolante) la temperatura ha fatto un balzo in discesa.

 

Dopo due ore di cottura provo a scoperchiare per tastare la consistenza dell'impasto che ormai da tempo ha preso un bel colore bruno ed emana un delizioso profumino.

Decidiamo di lasciarlo asciugare ancora un po' quindi rimetto il coperchio.

Con mio grande stupore, la temperatura (scesa a 78°C) sale di nuovo velocemente segno che il cucinotto è efficiente anche con il sole ormai basso sull'orizzonte.

 

Avrei voluto fotografare il risultato ma avevo dimenticato l'apparecchio a casa (i test li faccio in campagna da mia mamma visto che abito in città). Ma provvidenzialmente è passata di lì Raffaella Roffino, fotografo, che ha immortalato la mia prima pseudo-torta-biscotto solare. Grazie di cuore a Raffaella.

 










Dal punto di vista del gusto, devo dire che nonostante la penuria di ingredienti usati, alla fine non era neppure sgradevole da sgranocchiare.

 

 


 

 

Conclusioni della giornata:

 

Evidentemente, organizzandosi un po' meglio ed iniziando la cottura verso le dieci, è sicuramente possibile cucinare un primo (magari da servire freddo tipo un'insalata di riso), un secondo con contorno, per il pranzo, ed infine una torta per la merenda; il tutto utilizzando un solo fornello, un solo recipiente e senza aver consumato alcuna energia!

A voi le considerazioni...

 

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