Modalità e spiegazioni generali riguardanti i test

Pubblicato il da solaero

Modalità e spiegazioni generali riguardanti i test.


 

Per non appesantire troppo le pagine relative ai singoli aggeggi di cottura, ho deciso di creare una categoria specifica per le prove pratiche.

Chi volesse approfondire l'argomento con alcuni dati e valori potrà guardare la pubblicazione delle tabelle dei primi test e delle prove di "collaudo" dei vari fornelli.

 

Quando faccio le prove?

Ovviamente in giornate di bel tempo!

Raramente, però, posso sfruttare la fascia oraria migliore (10.00 - 14.00) per motivi di lavoro.

 

Cosa cucino per prova?

Le prime misurazioni generalmente le faccio con della semplice acqua (nelle quantità indicate di volta in volta).

 

Infatti l'inerzia termica dell'acqua è straordinaria: lo sapevate che occorre circa il triplo di energia per portare all'ebollizione un cubetto di ghiaccio che non per fondere lo stesso cubetto di piombo?(1)

 

Quindi se, per esempio, un forno riesce a portare all'ebollizione 500ml d'acqua in un'ora, sicuramente non avrà problemi a portare alla cottura in tempi inferiori 500 gr di cibo che contiene solo una percentuale minore di acqua!

 

Superata questa prima fase di prove, inizio a cuocere qualche alimento molto semplice ed improvvisato il più delle volte con i primi ingredienti che mi capitano in mano dando origine a ricette a volte interessanti ma il più delle volte assai strampalate. In questa fase infatti  la degustazione di piatti prelibati non è l'obiettivo principale dei test volti al semplice collaudo dell'apparecchio

 

 

 

Strumenti:

I dati riportati sono ottenuti con un termometro digitale munito di due sonde K acquistato su:

 http://www.virtualvillage.fr/Items/003920-016?sck=43656861

 

 

 

Generalmente una sonda viene inserita all'interno del forno e una all'interno del recipiente di cottura attraverso il foro visibile sul coperchio in vetro.

 

 

Dopo parecchie misurazioni ho provato a rendere "ermetico" questo foro sigillandolo insieme al filo della sonda con un micro impasto di acqua e farina (un po' come si fa per sigillare il "BAEKEOFFE" piatto tipico alsaziano). In questo modo il vapore fuoriesce con maggiore difficoltà con grande  vantaggio per la temperatura del recipiente di cottura (e per la salute dei forni meno "invasi" dall'umidità).

 

In caso di test su parabole, visto che manca un forno o una "serra", la sonda non utilizzata rileva la temperatura ambiente che è, in questo caso, molto influente sulla temperatura del recipiente di cottura non protetto.

 

In futuri esperimenti di comparazione, le due sonde verranno inserite nel recipiente di cottura degli apparecchi a confronto.

 

I dati raccolti vengono poi inseriti in una tabella. Spero in futuro di trovare uno strumento che mi consenta di arricchire questo modo di presentazione anche con alcuni grafici.

 

Per la cronaca, terminata la fase di "collaudo" preciso, per l'utilizzo abituale, adopero un termometro tradizionale da forno e un termometro a stelo per la verifica della cottura della carne (inserito nel foro del pomello del coperchio della pentola). Questo per avere comunque un'idea di quello che succede all'interno di questi straordinari sistemi di cottura e per monitorare i rischi alimentari (vedi http://www.solarcooking.org/italiano/foodsafety-it.htm).

 

 

Come leggere i valori di temperatura?

Benché si tratti di uno strumento molto preciso, le temperature vanno comunque interpretate con uno scostamento di qualche grado in quanto è quasi impossibile creare l'ombra sulla sonda K. Pertanto piccole alterazioni di valore sono date dall'azione diretta del sole sulla sonda stessa. In alcuni casi in cui questa azione ha determinato valori troppo alterati,  come nel caso del cucinotto tipo Primrose (qui il sole è concentrato da un paraboloide), sono indicati tra parentesi o non disponibili  e correlati da relativo commento.

 

Intervalli di rilevazione:

Non disponendo di attrezzature sofisticate (data-logger ecc.), la registrazione dei valori avviene manualmente, come riportato prova per prova, ad intervalli più o meno regolari (a seconda degli altri impegni a cui devo far fronte nel contempo). Credo che nonostante gli intervalli di lettura non proprio precisi, la tabella consenta comunque di avere un'idea abbastanza precisa delle performances dello strumento analizzato.

 

Intervallo di ri-orientamento verso il sole:

Durante i test, salvo diversa indicazione, i forni vengono riposizionati ogni due letture (una si e una no) mentre le parabole e altri concentratori più sensibili, vengono orientati ogni lettura.

Durante l'utilizzo abituale per cucinare, invece, il ri-orientamento avviene soprattutto in funzione della temperatura interna (quindi più sovente in caso di giornata velata e/o meno frequentemente fintanto che la temperatura rimane elevata)

 

Comparazioni tra sistemi di cottura:

Pur trattandosi di apparecchi di diversa efficienza invito a non fare alcun confronto se non quelli che proporrò in futuro in quanto, per avere un riscontro corretto, occorre raccogliere i dati degli apparecchi contemporaneamente.

Infatti anche se le prove vengono ovviamente effettuate con cielo limpido, l'irraggiamento effettivo non è determinabile con la semplice osservazione visiva del cielo. Anche se due giornate sembrano ugualmente terse,  a seconda dell'umidità, dell'inquinamento... l'irraggiamento che giunge sulla superficie terrestre può essere anche molto diverso. Si potrebbe erroneamente credere che un forno a bassa efficienza (V. Fornetto) possa essere più performante di uno Sunstove se le condizioni meteo apparentemente identiche erano più favorevoli durante le prove del primo.

 

Precisazioni per il controllo della temperatura all'interno del recipiente di cottura:

La sonda K che inserisco nel foro del coperchio, misura la temperatura dei vapori contenuti nella pentola che può raggiungere valori anche elevati (oltre 150°).

Il termometro a stelo, invece, misura principalmente la temperatura all'interno del cibo e quindi all'incirca 100°C al massimo (v. schizzo in basso).

 

Ricordo che, indipendentemente dalla temperatura con la quale viene riscaldato, nessun alimento contenente acqua può raggiungere al suo interno temperature superiori a 99,99°C fintanto che c'è acqua!!!

 

Quindi, per esempio, ad una temperatura dei vapori rilevati dalla sonda K di 135°C, il termometro a stelo inserito nello stesso cibo indicherà 105°C (99,99°C del cibo + circa 5°C dovuti alla conduzione termica dello stelo che attraversa il vapore a 135°C).

Questa precisazione mi sembra importante affinché chi vorrà fare a sua volta dei test non si senta deluso se, utilizzando un semplice termometro a stelo (di facile reperimento a circa 10Euro contro i 31Euro del digitale), non leggerà mai valori di molto superiori a 100°C.

 

 

 


 

•(1)   da: "La chaleur solaire et ses applications industrielles" par Augustin MOUCHOT - Tours 02 Juin 1869.  Ristampato nel 1980 da Librairie scientifique et technique ALBERT BLANCHARD - 9, rue de Médicis, Paris 6ewww.blanchard75.fr

 

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