Cucinotto tipo "Primrose"

Pubblicato il da solaero

 

Fornello solare di Roger Bernard tipo "Primrose"



( Petit résumé en langue Francaise au fond de la page)

Vedi a titolo di esempio: www.nord-nature.org/fiches/fiche_b6.htm  e www.mueller-solartechnik.com/manuals/primrose.htm  +

 


 

Dopo essermi procurato le istruzioni dettagliate ed il materiale necessario, ho iniziato la costruzione di questa, a mio avviso, affascinante cucina solare.

 

Dico affascinante perché abituati come siamo alla comodità totale in tutto, il fatto di vedere che con il sole si può cucinare in maniera quasi identica (tranne nei tempi) a come facciamo di solito potrebbe essere il primo passo per far cadere la diffidenza della moltitudine verso questo utilizzo così semplice e diretto dell'enorme quantità di energia che proviene dalla nostra stella.

 

Infatti, come si può intuire dalle foto, la posizione del cuoco è identica a quella di una cucina a gas tradizionale. Inoltre, volendo, lo stesso operatore può ripararsi dal solleone con un normale ombrellone o sotto una tettoia in quanto è sufficiente che sia esposta la parte riflettente.

 

La pentola viene inserita in una apposita piattaforma intercambiabile con un foro su misura e il più possibile ermetico e riceve i raggi solari di sotto (nel caso di una pentola circolare anche di fianco) concentrati dalla parte riflettente a forma di paraboloide. Si crea così l'effetto serra necessario per limitare le perdite di calore dovute all'aria circostante.

 

(nelle foto le vecchie piastrelle servono a tenere ben appoggiata la piattaforma alla struttura per limitare le fughe di aria calda dalla "serra")

 







 


Questa soluzione ha altri vantaggi:

          1. E' possibile controllare la cottura e mescolare senza perdere il calore accumulato nella "serra" (anche se conviene sempre scoperchiare il meno possibile!!!)

          2. Nella difficoltà di reperire pentole nere e/o vernice nera atossica è possibile verniciare senza troppe preoccupazioni una comune pentola in quanto le esalazioni sicuramente poco salutari non vengono più a contatto con il cibo come avviene in un Forno Solare

          3. Relativa insensibilità al vento dal momento che il riflettente aperto si trova in basso e in posizione quasi orizzontale.

          4. Un ingombro assai limitato in quanto le dimensioni sono contenute e, in posizione di riposo, chiudendo il riflettente, diventa un comodo tavolino da appoggio.



 

Il progettista consiglia di usare una pentola rettangolare lunga tipo pesciera che raccoglierebbe quasi tutto il fascio di luce ma non avendone trovate, non solo nere ma neppure normali, a prezzi accettabili ho optato per l'altra soluzione  proposta. Si tratta creare una piattaforma con il foro di misura per una normale pentola tonda. Sotto questa base vengono montati due ulteriori riflettenti a 45° che raccolgono le estremità del fascio e lo dirigono sui fianchi della pentola stessa.

 








Se mai troverò questa famosa pesciera potrò costruire un'altra piattaforma con apposito foro su misura.

 

Sconsigliati rimangono i recipienti in terracotta (cattivi conduttori di calore), i recipienti in vetro che possono essere usati con altre cucine solari (l'operatore rischia di essere abbagliato dal fascio luminoso che li attraversa) e tutti i recipienti con manici troppo in basso (impediscono ad una porzione troppo ampia di pentola di beneficiare della "serra")

 

Per il resto, ho seguito il più fedelmente possibile le istruzioni ma, ritenendo la struttura troppo leggera per reggere gli specchi da 3mm (impossibile trovarne da 2mm consigliati), ho optato per uno specchio adesivo incollato su una lastra di Polipropilene alveolare (coroplast) da 4mm.

 

Inoltre, sempre tenuto conto della latitudine e delle temperature non sempre ottimali nella mia regione, ho previsto la possibilità di montare in futuro un doppio vetro (altra soluzione suggerita dal progetto).

 

Altra piccola variazione: anziché caricare di peso la parte posteriore del riflettente per bilanciarlo, visto il suo peso assai modesto, ho preferito stringere un po' i bulloni dei perni in modo che ci fosse il necessario attrito che gli impedisca di spostarsi dalla posizione impostatagli.

 

Infine anche la  messa in opera è veramente banale:

 

         1. PRIMA  di aprire il riflettente si inserisce la pentola (dal foro della pentola uscirebbe un fascio di luce molto potente).

        
         2. Si orienta la cucina osservando l'ombra della gamba anteriore sul distanziale in basso.
 



          3. Si apre il riflettore osservando (SEMPRE CON OCCHIALI SCURI!!!) che la parte più intensa del fascio luminoso colpisca il fondo della pentola. 
 

 

          4. Per evitare inutili sprechi di energia il progettista consiglia di coprire la pentola e la parte superiore meno isolata con un foglio di sughero o con una coperta di lana.

 

 

Prossimamente fisserò in fondo ad una delle gambe posteriori una cordicella di 160cm.

Servirà come riferimento per l'ombra del piano di lavoro che non dovrà allungarsi oltre tale misura equivalente alla posizione del sole di circa 30° sull'orrizzonte, al di sotto della quale il fornello non risulta matematicamente efficiente.

 

Dopo i primi test mi permetto di suggerire solo due varianti: lo spostamento delle rotelle dalle gambe posteriori a quelle anteriori e una struttura generale molto più robusta in modo da poter montare gli specchi in vetro che sono sicuramente più efficienti e soprattutto più resistenti alla pulizia di quelli adesivi.

 

In quest'ottica appena mi passeranno sotto mano degli specchi della giusta dimensione penso che li inserirò all'interno della serra (riflettenti a 45° per pentola tonda e pannello posteriore) al posto dell'alluminio da cucina che comunque lascia delle grinze. Verranno bloccati con graffette metalliche in quanto la colla, se non quella apposita, potrebbe rovinare lo specchio e/o perdere tenuta alle alte temperature.


Prossimamente (appena meteo e tempo libero decideranno di mettersi d'accordo...  ) completerò e pubblicherò i risultati dei primi Test.



Nell'attesa osservate attentamente la foto seguente e...


...meditate, meditate, meditate!


Avete meditato a lungo e avete il cervello che fuma? Allora eccovi le prime prove: TEST CUCINOTTO TIPO “PRIMROSE”

Poi, se ancora non vi siete annoiati: Comparazione SUNSTOVE – “PRIMROSE”

 




 Ce cuiseur est un mariage, à mon avis bien réussi, d'un four et d'une parabole avec en plus la position de l'opérateur identique à celle de la cuisine traditionnelle (ce qui pourrait aider à faire comprendre la cuisson solaire aux sceptiques...)
Disons que j'ai suivi le projet  tel quel (très clair et précis à mon avis) sauf pour la structure entièrement en bois (pas de carton) et pour les miroirs.
En effet je n'ai pas trouvé les miroirs conseillés de 2mm. Avec les 3mm + contrepoids, la structure n'aurait par résisté à la charge. Alors j'ai utilisé un miroir adhésif collé sur un panneau en Coroplast (polypropylène alvéolaire, peut-être connu comme panneau de chantier?)
Là, plus de problèmes pour la structure qui autrement risque d'être un peu frêle.
Pour l'isolation de la parois arrière, j'ai exagéré avec une découpe de poly avancée de mes modèles-réduits.
Les réflecteurs à l'intérieur de la serre sont en papier alu cuisine mais dans le futur je vais les changer avec des miroirs en vitre dans l'espoir de gagner encore "quelque chose" à dépenser pendant les journées où la météo ne sera pas au top.

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