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Bilancio anno 2010

Pubblicato il da solaero

Bilancio attività 2010

 

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Tempo di chiusura dei bilanci per le aziende, desidero rompere il silenzio del blog per fare un po’ il punto della situazione delle mie attività di cucina solare nell’anno passato.

Silenzio, come già altrove accennato, dovuto a molti fattori soprattutto di tempo materiale il che, però, non significa che io abbia abbandonato le mie esperienze, anzi, se devo riassumere in pochissime parole il bilancio delle attività devo dire che il 2010 è stato per la mia cucina solare un anno molto proficuo.

 

Dopo la realizzazione del D.A.T.S., non ho costruito altri fornelli, ma mi sono dedicato ad un utilizzo massiccio di quelli già realizzati. Anzi, ad essere precisi, l’utilizzo è stato fatto soprattutto da mia mamma (che praticamente cucina quasi sempre per tutta la famiglia) che nonostante la sua 5° elementare e una vita di cucina tradizionale, non ha avuto il minimo problema ad entrare in sintonia con la filosofia della cucina solare (a dimostrazione che è una cosa a portata proprio di tutti, se c’è un minimo di volontà). Grazie mamma!!!

 

Sono stati pochi i giorni di bel sole in cui non ci fosse almeno un fornello solare in azione nonostante casa e terrazzo fossero pesantemente interessati da opere di ristrutturazione edilizia con polvere, calcinacci e materiali depositati ovunque (situazione destinata a perdurare ancora per almeno metà di quest’anno, purtroppo).

Il più delle volte i fornelli hanno operato in condizioni che definire pietose è poco: hanno subito ogni sorta di maltrattamenti “fisici” e parecchie volte arrivavo a casa per pranzo e trovavo un fornello in azione con una quantità di polvere depositata sui riflettenti che mi chiedevo come potesse ancora cuocere (per fortuna che i coperchi delle pentole chiudono molto bene!) …eppure funzionava ancora!

Ricordo che mi trovo sempre intorno a 45°N quindi, tenuto conto anche di quanto sopra, l’efficienza di questi mezzi così semplici, rudimentali e realizzati con  “  ’l piulèt” meriterebbe ben altra considerazione da parte di tutti.

 

Tutti e quattro gli ultimi modelli sono stati utilizzati anche se forse la simpatia di mia mamma per la Parabola TV ha fatto sì che questo modello sia stato sfruttato un poco di più degli altri. Ma vediamo alcune brevi note per ciascuno:

   

 

 

SUNSTOVE

 

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E’ ancora stato utilizzato principalmente per produrre torte, tante torte visto che una partita di queste è anche stata destinata ad alcune vendite di beneficienza. Ha subito una caduta dal tavolo (su cui appoggia per evitare a mia mamma di doversi chinare visti i suoi acciacchi alla schiena), ma fortunatamente ha dimostrato una robustezza non indifferente per un oggetto realizzato con cartone e comune vetro per finestre da 2mm e continua ad operare come se nulla fosse.

Dal punto di vista costruttivo non mi sono ancora deciso a cambiare lo sportello con il doppio vetro che così com’è consente la formazione di condensa, ma fintanto che funziona è inutile perderci del tempo.

 

CUCINOTTO MOBILETTO TIPO PRIMROSE

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Forse quello che è stato meno sfruttato (ma ha lavorato pure lui, e tanto e bene) sia perché nella prima parte dell’anno abbiamo provato maggiormente il D.A.T.S. sia perché a mia mamma non entusiasma il fatto di dover utilizzare unicamente la pentola intorno alla quale è stato costruito.

Non escludo comunque la possibilità di realizzare un altro inserto per una pentola di un altro formato.

 

PARABOLA TV1

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Come dicevo sopra è stata la più utilizzata sia per la sua leggerezza negli spostamenti (ricordo tra calcinacci e depositi) che per il fatto che tutto sommato accetta qualsiasi tipo di pentola anche con il fondo non troppo annerito.

Questo però, a mio avviso, è anche un punto debole in quanto la concentrazione al punto focale, se da una parte consente di cucinare anche con una pentola non rigorosamente nera, in alcune occasioni ha creato il presupposto per un inizio di bruciatura negli alimenti.

Nelle giornate più terse, il problema viene comunque risolto inserendo sotto la pentola una piccola piastra radiante in ghisa (quelle che comunemente si possono utilizzare sulla fiamma del gas): è necessario un breve tempo di “preriscaldamento” della piastra stessa che però consente un accumulo molto utile nel caso passi una nuvoletta (ricordo che la pentola è esposta all’aria aperta pertanto se manca il sole la temperatura scende piuttosto rapidamente).

piastra 

Continua ad operare con il film di protezione dello specchio (ormai assai opaco ed ingiallito) che rimuoverò solo quando noterò un significativo calo delle prestazioni.

 

 

D.A.T.S.

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Una vera rivelazione: ne siamo semplicemente entusiasti. Forse è quello che per il suo ingombro ha subito i maggiori traumi e che ha raccolto maggiori quantità di polvere (ricordo che ne ho realizzato una versione leggermente ingrandita) ma che ha dimostrato una versatilità in termini di cose cucinate veramente completa: dalle torte, ai primi, ai contorni  anche se forse la cosa che ci ha colpito di più è la qualità della cottura della carne.

Cito solo l’esempio di un arrosto da 1,2Kg cotto in circa due ore (nonostante l’apertura a metà cottura per affettare il pezzo e i successivi scoperchiamenti per bagnare le fette con il sughetto!!!) intorno al 10 di ottobre (si, proprio ad ottobre in Valle d’Aosta!).

 

A proposito di carne...

Alcuni sperimentatori di cucina solare si sono accorti che la carne cuoceva meglio in una pentola nera con il coperchio trasparente piuttosto che in una pentola con il coperchio in metallo nero. A prima vista il coperchio nero assorbe molta più energia che non quello trasparente e gli alimenti si trovano a cuocere a tutti gli effetti in una specie di forno. Eppure ancora una volta la pratica confutava la teoria.

Osservazioni più precise hanno evidenziato che mentre il calore del forno quasi unicamente di tipo infrarosso penetra lentamente dall’esterno dell’alimento fino al centro (non a caso si usano termometri a stelo per verificare che la temperatura di sicurezza alimentare abbia raggiunto il cuore dell’alimento), lo spettro di radiazione più ampio che ci arriva dal sole che comprende anche la luce visibile ed ultravioletta, riesce a penetrare più in profondità nei tessuti dove degenera poi in energia infrarossa ovvero calore. Questo fa sì che nel caso di coperchio trasparente la cottura data dal calore raccolto dalla pentola nera sia aiutata anche dal calore che si viene a sviluppare all’interno dei tessuti attraversati fino a varia profondità dalla luce!

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A questo punto non stupisce più che la qualità della carne cucinata con il D.A.T.S. risulti decisamente superiore a quella cucinata con gli altri fornelli: basta guardare “quanti soli” vengono riflessi dentro alla pentola (più profonda del solito in questa foto) dai “petali” superiori di questo concentratore attraverso il coperchio trasparente.

 

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Dal punto di vista strutturale ho dovuto aggiungere due ulteriori cordicelle che opportunamente tensionate mantengono meglio la forma che altrimenti, anche a causa dei traumi subiti per i suddetti lavori, tende ad ovalizzarsi troppo.

 

 

Progetti futuri

È veramente difficile per me fare delle previsioni e dei progetti visto che puntualmente contrattempi e problemi mi fanno inesorabilmente slittare ogni cosa (ma magari chissà che ogni tanto non succeda anche qualcosa di favorevole…). Avendo trovato piena soddisfazione soprattutto in termini di qualità/prezzo/difficoltà costruttive  in queste quattro configurazioni, al momento non penso di lanciarmi in nuove sperimentazioni.

Comunque se trovassi il tempo non mi dispiacerebbe realizzare una replica storica di uno dei primi fornelli solari realizzati dal mitico quanto dimenticato (od occultato?) e quindi sconosciuto Augustin Mouchot negli anni '60 del 1800 (!!!).

   mouchot

Devo dire, inoltre, che accarezzo molto il sogno di realizzare un D.A.T.S. sempre in coroplast ma dalle dimensioni originali e pieghevole e uno in robusta struttura metallica saldata  e vero specchio di recupero da installare fisso in giardino come se fosse un barbecue… sognare non costa nulla …magari quando andrò in pensione (sempre che la mia generazione mai ci potrà andare…).

Tornando con i piedi per terra, credo che, tempo permettendo, approfitterò molto probabilmente di un piccolo stock di parabole TV usate regalatomi da un amico installatore svizzero per costruire a mia mamma un altro lay-out di cui ho già il progettino in testa con una satellitare...

  idea