Tecnica di ricopertura con la carta

Pubblicato il da solaero

RICOPERTURA DEL MODELLO CON CARTA KRAFTO SIMILI

 


 

"Ricetta tradizionale"

 

Secondo la tecnica utilizzata nel COMBAT-RC (e alla quale mi sono ispirato) si tratta di ricoprire il modello con carta Kraft (carta da pacchi marrone) dopo averla bagnata accuratamente con un miscuglio di 50% colla vinilica + 50% acqua (ma ho trovato anche versioni che richiedono consistenza di yogurt ecc.).

Si deve ritagliare la carta con un margine di 1 o 2 cm rispetto alla parte da ricoprire tenendo conto del senso delle fibre (ben visibili sul lato "interno" di questa carta) inzupparla con il miscuglio ed applicarla con cura sul pezzo aiutandosi con un pennello per lasciare il meno bolle possibile e poi dare ancora una mano di colla+acqua sulla superficie esterna.

Con un po' di esperienza, si dovrebbe riuscire a ricoprire il modello con pochi pezzi di carta + qualche "rattoppo" qua e là.

A seconda delle esigenze, dopo aver lasciato asciugare per almeno 24 ore, si può carteggiare finemente e dare ancora una mano di miscuglio ancora più diluito. Si ottiene una superficie abbastanza liscia, molto dura e piuttosto rigida tanto che spesso non è neppure necessario mettere un longherone (parlo di modelli di massimo 120cm di ap. alare e non destinati all'acrobazia) se si ha cura di rinforzare la parte centrale dell'ala con un doppio strato di carta.

Dopodiché si può dipingere e infine, se si utilizza un motore a scoppio, dare l'antimiscela.



La mia "ricetta"

 

Ma la procedura sopra descritta non si adatta bene alle mie necessità: si sporca molto (almeno i pasticcioni come me...), sarebbe meglio avere un aiuto, è abbastanza difficile ricoprire con precisione le forme complesse (in modo particolare delle fusoliere) e soprattutto non sempre la carta si tira allo stesso modo in quanto non inzuppata uniformemente quindi possibilità di grinze e bolle che poi non si riassorbono durante l'asciugatura, necessita di parecchio spazio (protetto magari con un telo). C'è anche chi inzuppa preventivamente i fogli nell'acqua utilizzando la vasca da bagno.
Inoltre tutto diventa ancora più complicato con carta di grammature inferiori molto soggetta a lacerarsi quando bagnata.

Su consiglio di un'amica che usava una tecnica simile per costruire scenografie teatrali (grazie Giovanna!), ho quindi provato a tagliare la carta in pezzi di tre formati: circa 7,5x10,5 (un quarto di A5), circa 10x15 (metà A5) e circa 15x21 (A5) per le ali. Inoltre per le forme più complesse si possono anche ritagliare pezzi su misura. La fibra della carta deve essere sempre parallela al lato più lungo.





Basta poi sovrapporre di almeno 5mm una lastra sull'altra.

Si ottiene così un peso leggermente superiore ma ricordiamoci che si può scegliere anche una carta più leggera (es. 60 o 40gr/m2) in quanto la "griglia" delle sovrapposizioni costituisce di per sé una buona struttura...


Verso il miscuglio (nel mio caso 50% Vinavil e minimo 50% acqua) dentro una vaschetta in alluminio (quelle che si trovano nei supermercati per cuocere i cibi in forno) o analoga purché di dimensioni leggermente superiori al foglio più grande da "trattare". Queste vaschette possono essere riutilizzate più volte se, a lavoro terminato, si ha l'accortezza di lavarle subito dopo aver versato il miscuglio in un barattolo ermetico.

Con un pennello immergo completamente il foglio nel miscuglio e lo lascio inzuppare per circa un minuto (sarebbe ottimale tenere in ammollo tutti i pezzi per la stessa durata).

 




Nel frattempo do una leggera pennellata di miscuglio sulla superficie da ricoprire in modo da inumidirla e rimuovere (o fissare) eventuale polvere o pelucchini dopodiché estraggo delicatamente il foglio con le mani aiutandomi con uno spiedino lungo di legno. I pezzi più piccoli li faccio scorrere sullo spiedino stesso per eliminare l'eccesso di colla (sempre attenti al peso...) mentre quelli più grandi li appoggio sopra un piano inclinato (visibile sulla foto) ricoperto con una pellicola di plastica che "scarica" direttamente nella vaschetta e li sgocciolo con il pennello o meglio con una spatolina di gomma oppure un piccolo rullo di metallo.

 


A questo punto applico il pannello alla parte da ricoprire facendo in modo da sovrapporlo di circa 5mm ai pannelli già posati , quindi con il pennello faccio aderire bene tutta la superficie spingendo le bolle verso l'esterno.


 



Molto spesso si rende necessario fare dei taglietti con la punta delle forbici per evitare grinze nelle zone con forti curvature (musetti, estremità alari ecc.). A tal fine tengo vicino alla zona di lavoro un barattolo (azzurro sulla foto) con acqua nella quale immergo le forbici dopo ogni pannello tagliuzzato per evitare che la colla impasti le punte e renda impossibile un successivo taglio pulito. Prima di estrarre il foglio dalla vaschetta basta ricordarsi di asciugarle con un pezzo di carta assorbente (che dura tutta la serata).


Consiglio di ricoprire le fusoliere partendo dalla coda e soprattutto di ricoprire tutte le superfici in maniera simmetrica (fianco destro/sinistro, sopra/sotto, intradosso/estradosso...) perché asciugando la carta tira parecchio e il rischio di ritrovarsi una struttura permanentemente "bananata" è sempre in agguato (sembra che neppure bagnando nuovamente la carta si riesca a correggere la forma assunta).


 

Nello specifico, uso ricoprire una semiala alla volta (usando l'altra come appoggio) come da prospetto a fianco. La doppia sovrapposizione su bordo d'entrata e bordo d'uscita irrigidisce notevolmente queste zone "delicate" inoltre mi consente di ricavare gli alettoni direttamente dall'ala tagliando solo la parte inferiore a V e usando la copertura superiore come cerniera.






Riguardo agli impennaggi, il depron da 6mm è generalmente un buon punto di partenza. In questo caso però cerco di ricoprire le due facce con un solo foglio ciascuna, massimo due se le dimensioni sono eccessive rispetto alla vaschetta più grande di cui dispongo.

 

 



Ovviamente anche l'asciugatura deve poter avvenire in maniera lenta ed uniforme quindi:
- non con una parte appoggiata,
- non vicino ad una fonte di calore,
- non con esposizione al sole
e possibilmente con una posizione che non favorisca deformazioni a causa del peso.



 



Nel caso di ali particolarmente sottili però, non sempre questi accorgimenti sono sufficienti e per limitare ulteriormente i rischi di svergolature, quindi consiglio di procedere come segue: ricoprire solo una decina di cm (assolutamente non di più) le estremità e la parte centrale. Quando asciutto rivestire la parte più ampia quindi appoggiare le parti già asciutte su due tavoli opportunamente distanziati e ben allineati e caricarle con pesi (sacchetti freezer contenenti 1kg circa di sabbia sono l'ideale).

 


 

 

Infine ho scoperto uno scotch particolare: quello che si usa a supporto per la stuccatura di crepe e giunzioni in cartongesso. Praticamente è una rete in fibra di vetro con un minimo di colla.
Utilizzandolo come rinforzo qua e là sotto la carta, viene inglobato e diventa un blocco unico con la copertura: si ottengono caratteristiche strutturali decisamente interessanti per i nostri piccoli modelli in espanso!


 


Se questo metodo di ricopertura risulta più lungo rispetto al metodo a pezzo unico, il risultato è molto più interessante (ovviamente a mio parere) e soprattutto io ora lavoro tranquillamente in un angolo della sala da pranzo!


Qualcuno dirà che tutti questi pannelli sono vistosi ed è vero (ma con una paziente carteggiatura si migliora di molto)... ma se si guardano bene alcuni aerei veri, si vedono eccome i pannelli, pure con molti rivetti che si potrebbero riprodurre con un pennarello indelebile o con una paziente opera di puntinatura con colla densa...

Inoltre dipende sempre di cosa si vuole ottenere: a me interessa un'estetica piacevole diciamo dai 5m di distanza in su, dal momento che pur rimanendo affascinato da una riproduzione dettagliatissima, i modelli li "gusto" soprattutto quando sono in volo.


Per dovere di completezza, sembra che si possa ridurre notevolmente lo "scalino" tra i pannelli lacerando la carta anziché tagliarla. Questo però significa strappare un pezzettino alla volta mentre, avendo a disposizione una macchina tagliacarta che tronca 10 fogli alla volta, generalmente non impiego più di due minuti per preparare la copertura di tre modelli completi!

Come accennavo in alto, con questo sistema anche la decorazione diventa interessante: non solo è possibile verniciare secondo il proprio gusto o la riproduzione da eseguire (sempre occhio al peso!) ma è anche possibile scegliere carta di colori diversi (in una buona cartolibreria si trova carta kraft usata per regali di vari colori dal rosso al verde passando per l'alluminio...) oppure si può stampare il soggetto (attenzione a certi inchiostri che colano con l'acqua), ritagliare immagini da riviste,... inzuppare e applicare al posto voluto... e chi più ne ha più ne metta. Praticamente, per usare un'espressione forte, si arriva a fondere il modellismo con il "découpage"... ... ...


Ho inoltre provato ad aggiungere al miscuglio del colorante concentrato per pareti (quello che si trova nei colorifici in piccoli flaconcini): il risultato è stato ben superiore alle aspettative!
Inoltre con un solo flaconcino posso ricoprire almeno 4 modelli pertanto il prezzo a volte simile a quello di una bomboletta spray viene ulteriormente suddiviso... Sull'aliantino arancione della foto qui sotto a sinistra ho poi dato solo una spruzzata di trasparente lucido per proteggere la copertura dall'umidità. Per un modello multicolore si potrebbe usare questa tecnica per il colore dominante e poi procedere con la verniciatura per gli altri colori...




Ecco alcuni esempi:



Aliantino "anni 60" ricoperto con carta stampanti di recupero immersa nel miscuglio acqua/vinavil/tempera concentrata per idropittura murale + una mano di spray trasparente per imermeabilizzare.




Yak3 P.S.S. motorizzato ricoperto con carta stampanti di recupero con scritte stampate, turapori all'acqua, vernice spray e antimiscela.

 
 









































Macchi C202 P.S.S.. Ricopertura mimetica con carta roccia per Presepi (!) e coccarde stampate.

 


 









































Mustang P.S.S. realizzato per mia figlia. Ricoperto con carta stampanti di recupero, decorato con scritte stampate, immagini di Winnie Pooh da volantino pubblicitario e vernice spray del supermercato.

 

 









































Concludendo: è vero che la ricopertura con la carta è più laboriosa e più lunga rispetto all'utilizzo dei moderni materiali termoaderenti ma non dimentichiamo che si tratta di una tecnica alla portata anche di un bambino che abbia dimestichezza con l'uso corretto delle forbici e con un costo molto vicino allo zero (soprattutto se si ha l'accortezza di riciclare la carta straccia dall'ufficio...).

Pro:

Facile da riparare

Facile (e divertente) da decorare (per chi ne ha voglia....)

Ottima rigidità

Costo insignificante

Contro:

Tempo di realizzazione



Nota bene:

Le tecniche sopra descritte pur essendo ampiamente collaudate dalla disciplina del COMBAT-RC e da me stesso devono essere verificate e collaudate da ogni singolo modellista che ne faccia uso al fine di mantenere sempre gli adeguati parametri di sicurezza in funzione delle proprie esigenze (volo dolce - acro spinta...) e capacità di pilotaggio.

 

 !!! NON POSSO QUINDI ESSERE RITENUTO RESPONSABILE DELLE ALTRUI IRRESPONSABILITA' !!!

 

Con tag AERO - tecniche

Commenta il post