Parabola TV 2

Pubblicato il da solaero

PARABOLA SATELLITARE TV 2

 

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Nell’articolo "Bilancio anno 2010" avevo detto che probabilmente avrei realizzato un altro fornello su base di parabola satellitare TV. Finalmente ci sono riuscito.

 

Perché ancora una Parabola TV?

Semplicemente perché forse si tratta del tipo di fornello la cui componente principale è talmente diffusa che chiunque potrebbe allestirne uno anche in paesi medio-poveri, dove comunque questo manufatto è ben presente. Inoltre già da sola la parabola costituisce una parte “altamente prefabbricata” del fornello alla quale basta solo fornire un idoneo supporto.

 

Gli obiettivi che mi ero posto con questa realizzazione erano:

- Dare un altro esempio di lay-out a chiunque voglia provare la cucina solare spendendo davvero poco.

- Proporre una costruzione semplificata (soprattutto eliminando il supporto esagonale per la pentola utilizzato per la Parabola TV Satellitare 1  e di realizzazione un poco più complessa).

- Maggiore facilità nel ridurne l’ingombro per lo stoccaggio limitando al massimo le parti da smontare.

Infine, la volontà di smentire ancora una volta con esempi concreti le insinuazioni di qualcuno che, pur avendo sperimentato la cucina solare, sembra non voglia ammettere la possibilità di realizzare questi manufatti con materiali di recupero quindi ad impatto 0 se non addirittura a credito, visto che una quindicina di chili di materiali vari non sono andati ad intasare una discarica o ad avvelenarci l’aria in qualche inceneritore (ora denominati “termovalorizzatori” tanto per mettere un po’ di fumo negli occhi ai cittadini babbei).

 

L’idea di questo lay-out mi era venuta vedendo un mobiletto sfondato abbandonato vicino ad un cassonetto della spazzatura, ma anche tenuto conto delle dimensioni difficilmente compatibili con quelle di una qualsiasi parabola, ho preferito costruire una struttura “su misura”.

Ovviamente tutte le variabili possibili sono ammesse.

 

Vediamo nel dettaglio la lista dei materiali:

 

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La “padella”, di recupero, mi è stata regalata da un amico installatore svizzero.

Il legname per la struttura l’ho recuperato smontando due bancali (pallet, pedane... ) destinati ad essere distrutti in quanto già rotti in alcuni punti.

 

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Le barre che reggono la griglia (recuperata da un vecchio forno), sono delle barre di un vecchio porta-pacchi di automobile salvato all’ultimo, alcuni anni fa, dal trasporto all’isola ecologica: sono relativamente leggere e molto rigide.

Gli angolari di rinforzo, uno spezzone di filo di ferro e una piastra di metallo (non visibile sulla foto) giacevano da tempo in un deposito di ciarpame e la ruggine se ne stava impossessando.

 

Ho acquistato:

Le rotelle (quelle che avevo smontato dalla carcassa di un vecchio server sono risultate un po’ sottodimensionate).

Alcuni morsetti da elettricista per fermare la treccia d’acciaio.

Lo specchio adesivo (sostituibile con alluminio da cucina sebbene meno riflettente).

La treccia di acciaio da 1mm non avendo a disposizione in sufficiente quantità il filo per freni recuperato da una mia vecchia bicicletta.

Le viti, ma facendo i pistini potevo drizzare alla morsa e/o all’incudine i chiodi dei bancali e riutilizzarli.

 

Vediamo ora alcuni dettagli della realizzazione (per il resto rimane valido quanto spiegato in Parabola 1):

 

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Nella foto sopra, in posizione aperta la parabola sospesa con i fili d’acciaio (al posto delle barre filettate della versione precedente). Si notino i fili incrociati molto efficaci nell’impedire le oscillazioni “a pendolo” anche in presenza di vento forte.

 

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(foto sopra) il solito sistema di regolazione super-banale

 

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(foto sopra) la posizione della griglia e del piano d’appoggio (particolare molto apprezzato dalla cuoca) su cui posare mestoli, presine, aromi ecc. Attenzione a posizionarlo a DESTRA della griglia guardando il sole in modo che una dimenticanza nel riposizionamento del fornello …non faccia arrostire cose non previste…

 

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(foto sopra) L’appoggio a tre punti, più stabile di quello a 4, in posizione aperta (si noti l’asta che blocca le “braccia” delle ruote) e in posizione chiusa (foto sotto).

 

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Ed infine il fornello in posizione di riposo: un mobilettone compatto di circa 105x120x40cm le cui rotelle pivotanti consentono di passare attraverso qualsiasi porta.

 

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Prime regolazioni: …Un imprevisto.

 

Quando la gran parte dello specchio era posato secondo il solito sistema già usato per parabola 1, approfittando di un momento soleggiato ho “acceso” per la prima volta per qualche minuto questo fornello per verificare la corretta regolazione del punto focale.

Ovviamente non si trattava di cucinare qualcosa essendoci ancora parecchie rifiniture da portare a termine quindi ho posato sulla griglia la prima cosa resistente al calore che mi è venuta in mano: un vecchio mattone incrostato di sabbia.

Mentre cercavo di visualizzare il punto focale (con la maschera per saldare visto che gli occhiali da sole non erano abbastanza scuri per questa operazione) ho incominciato a sentire un leggero sfrigolio. Non ci ho fatto caso pensando che fossero delle impurità che venivano bruciate, ma quando dopo qualche minuto ho tolto il mattone, mi sono accorto che quello sfrigolio altro non era un principio di vetrificazione della sabbia che ancora incrostava il mattone!!!

 

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La cosa mi ha veramente stupito. E’ vero che questa parabola ha un diametro maggiore di circa 10cm rispetto alla parabola 1, è vero che gli specchi erano nuovi, è vero che l’ombra del braccio del ricevitore (ancora da smontare in quella prova) è minima, ma avete idea di quale temperatura è stata raggiunta in corrispondenza del punto focale per ottenere una cosa del genere???

 

Decido quindi di ripetere l’esperienza a lavori ultimati per documentare meglio il fenomeno con un altro mattone e un pezzo di losa:

 

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Ecco alcuni risultati

 

Mattone

Data: 06/09/11 (quindi già più vicino all’equinozio d’autunno che al solstizio d’estate...)

ora: 12.35 circa

tempo: 1 minuto circa

 

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Dopo circa 30 secondi:

 

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dopo circa 1minuto

 

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qualche secondo dopo aver tolto il mattone dal punto focale:

 

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e dopo il raffreddamento:

 

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Ora tocca alla Losa

Data: idem come sopra ovvero 06/09/11 (quindi già più vicino all’equinozio d’autunno che al solstizio d’estate...)

ora: 12.40

tempo: 1 minuto circa

 

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Dopo circa 30 secondi:

 

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Dopo circa un minuto:

 

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e qualche secondo dopo aver tolto la losa dal punto focale:

 

 

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Dopo il raffreddamento:

 

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E come se non bastasse guardate cos’è successo alla griglia di acciaio: un’astina ha cominciato a fondere pure lei! Qualcuno ha ancora dubbi sulle temperature raggiunte nel punto focale?

 

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Vi rendete conto di cosa si può fare con un disco di neanche 1 metro di diametro ricoperto alla bell’e meglio di specchio adesivo di bassa qualità???

 

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Non sarà il caso di incominciare a dare seriamente il giusto peso all’energia pulita che Fratello Sole regala direttamente ad ogni singolo essere umano???

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