Ulteriori test SUNSTOVE

Pubblicato il da solaero


Ulteriori test per il "Sunstove"

 

 

Se ancora non l'avete fatto, vi consiglio di leggere prima la pagina Presentazione Modalità e spiegazioni generali riguardanti i test per meglio capire quanto segue.

 

 

 

 

Nonostante non abbia ancora trovato il tempo per sistemare lo sportello del Sunstove per limitare i danni da condensa, decido di effettuare ancora qualche test.

 

La giornata è serena ma con molta foschia in quota ma il forno sembra non avere troppi problemi a portare all'ebollizione il contenuto della pentola e pur in presenza di parecchia acqua, raggiungo temperature inattese sia nel recipiente che nel forno.

 

In poco tempo comincia a formarsi condensa tra i due vetri ma vedo che questo non pregiudica l'efficienza del forno in quanto la temperatura sale costante fino al raggiungimento dell'equilibrio termico. Le modifiche allo sportello andranno comunque fatte per evitare danni alla struttura.

 

Dopo un'ora scarsa apro lo sportello e vengo investito da uno sbuffo di vapore rovente che ad essere sincero mi ha colto impreparato : attenzione quindi, non è necessario un fuoco o una resistenza elettrica per ustionarsi!!!

 

Il piatto supera la prova assaggio a pieni voti anche se tendente al "molto cotto".

 


 

 

 

Visto che le condizioni meteo non si erano modificate più di tanto decido di fare una prova piuttosto singolare: cuocere delle patate con la buccia come si faceva una volta sotto la cenere ossia "nature" senz'acqua e con solo un piccolo goccio d'olio per ungere la pentola. Ho solo avuto cura di scegliere patate piuttosto piccole per favorire l'ingresso della temperatura fino al "cuore"

 

Inoltre vedo che il forno ha conservato una temperatura piuttosto elevata al suo interno e questo non può che rendere più rapida anche la salita della temperatura per la cottura.

 

Il vento nel frattempo ha rinforzato giustificando temperature nel forno un po' inferiori alla prova precedente però, nella pentola, la scarsità d'acqua mi regala un picco di ben 135°C con più di mezzo chilo di cibo.

 

In questo caso è impossibile vedere quando le pietanze cominciano a bollire e tra un lavoro e l'altro nell'orto il tempo passa. Neppure non voglio aprire il forno per saggiare il grado di cottura perché ogni intervento in questa direzione provoca inesorabilmente un grosso e rapido spreco di preziosa energia accumulata lentamente.

 

Avendo spostato l'ora di cena un po' più tardi, alle 19.15 quando il sole è tramontato sul terrazzo ho provato a chiudere il riflettente per testare anche la capacità di "tenere il caldo" di un aggeggio così rudimentale e dall'isolamento fatto di materiali così poveri.

Ebbene, nonostante la massa d'acqua (che, ricordo, è molto inerte non solo nel salire di temperatura ma anche nel cederla) decisamente scarsa per non dire insignificante, la pentola ha impiegato ben 52  minuti per arrivare in zona di allarme alimentare! Sono veramente soddisfatto!

 

 


 

 

 

La giornata splendida e decisamente limpida non ci ha colti impreparati e appena arriviamo a casa mia moglie prepara l'impasto per una torta questa volta un po' più seria che non quella provata precedentemente con il PRIMROSE.

 

Gli ntervalli di rilevazione sono un po' più distanziati causa altri impegni e si è verificata una piccola "défaillance" della sonda del forno, ma ancora una volta batto il mio record di temperatura con un bel 150°C dei vapori della pentola!

 

Questa volta ho dovuto interrompere la cottura perché... cotta! E ce lo diceva con un bel colore bruno scuro che di lì a poco sarebbe diventato tendente al nero...

 

 

 

 

 

La prova di assaggio il giorno dopo, ad una festa per le nostre due bimbe: chi non era stato informato del metodo di cottura pensava che fosse stata cotta in un forno tradizionale (...che mediamente consumano tra 900 e 2500 W).

 

Qualche giorno dopo ripeto l'esperienza (questa volta con i termometri da forno) con una torta alle mele da 650gr ed ottengo praticamente gli stessi valori.

 

 

 

 

E qui siamo in Valle d'Aosta a  45°44'xx" N e non a Dakar o Addis Abeba o in qualsiasi "paese caldo" che la maggior parte degli scettici-ridicolisti insinuano come unico luogo in cui si possa tentare la cucina solare!!!

E per di più con un rudimentale attrezzo costruito alla "bell'e meglio" da un hobbista pasticcione!

 

 

 

 

 

 

 

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