forno modello "Sunstove"

Pubblicato il da solaero

Costruzione di un "SUNSTOVE"

 (forno ad alta efficienza)





Una volta capito i disegni costruttivi del SUNSTOVE trovati su:

 

http://www.sungravity.com/interior_and_case_drawings.html  (occorre rollare fino in fondo alla pagina: dopo lo spazio bianco c'è la seconda parte...)

 

mi sono messo alla ricerca delle lastre in alluminio per Offset. L'unica tipografia della zona con macchine grandi indicatami, mi propone una lastra leggermente più piccola in larghezza (-6,5cm) mentre la profondità corrisponde al progetto. Decido quindi di fare un forno leggermente più stretto di tale misura. Mi costa la cifra astronomica di 10E perché è già predisposta alla stampa con il "gel", una specie di vernice blu che ricopre la parte posteriore ma che date le temperature potrebbe rilasciare esalazioni non molto commestibili.

 

Mi ci è voluto quasi un litro di acetone e mezza bobina di carta da carrozziere (oltre che una bella dose di olio di gomito) per ottenere una superficie accettabile (ma facendo cadere una goccia di acetone, si forma ancora un alone azzurro...). Non molto ecologico come bilancio ma non sono riuscito a trovare di meglio.

 

Ho poi riportato il progetto sulla parte interna e proceduto con i tagli e le pieghe (procedere sempre dall'esterno verso l'interno). Devo dire che alla fine questo materiale è molto facile da lavorare anche se piuttosto tagliente per le dita...

 

Come da istruzioni ho bloccato la forma con i rivetti.


 


 

 

 

   

Ispirandomi alla realizzazione di MICSOLAIRE interamente in cartone e visto il prezzo di una lastra Offset con gel da togliere ho deciso di far una costruzione "ibrida" realizzando il guscio esterno non in alluminio ma con cartone di recupero. L'unico pezzo grande che avevo sotto mano era l'imballaggio di un letto da ospedale che se da una parte garantisce una notevole robustezza grazie all'elevato spessore, dall'altra mi ci è voluta tutta l'esperienza che avevo per piegarlo alla volontà del progetto.

 

 






Una volta incollato in posizione ho preferito foderare l'interno con alluminio da cucina per riflettere ancora un poco l'irraggiamento infra-rosso visto lo spessore di isolamento comunque limitato.

 

 

 



E' poi stata la volta della cornice che unisce i due gusci realizzata con legno di recupero (grazie Emilio) da 3X10cm. Nella fase di taglio di questi pezzi, ricordarsi che le misure si riferiscono all'interno e non all'esterno del pezzo (chi come me non ha testa...mangia ulteriore segatura...)

 

 



Una volta fissato il guscio esterno alla cornice di supporto (qui ho fatto una piccola variante al progetto in quanto non l'ho inserito all'interno ma all'esterno con stecche di legno avvitate)  ho poi proceduto con la coibentazione: qualche straccio di lana e poi palline di carta dai sacchetti del pane usati era il mio progetto ma poi visto il poco spazio disponibile ho optato per 10 strati di sacchetti del pane appallottolati e poi distesi (in modo che facciano molte grinze e rimangano "ariosi") poi ancora uno strato di alluminio riflettente e poi ancora 10 strati di carta da pane attaccati a metà della struttura in legno con puntine da disegno a cui ho tolto il cappellino di plastica colorata.  Si potrebbe usare anche la carta di giornale ma tutto quell'inchiostro non destinato al contatto con il cibo mi lascia diffidente.

 

 


 

 

 

 

Infine ho inserito il guscio interno in alluminio che appoggia su due quadrelli di legno che ne assicurano la stabilità e la rigidità anche quando carico.

Sempre con legno di recupero ho poi realizzato la cornice dello sportello. Volendo un forno più efficiente anche a metà stagione, ho voluto provare il doppio vetro  spaziato di circa 1cm inserito in tagli appositi realizzati sulla cornice. N.B.: contrariamente a quello che molti credono, non ho usato vetri sperciali ma del comunissimo vetro per finestre da 2mm!

 

E' poi stata la volta di cerniere e chiusure. Anche qui ho voluto fare le cose in grande nella speranza di guadagnare ancora qualche punto di efficienza non certo per stravolgere la filosofia della cottura solare lenta e dolce quanto per poter utilizzare il forno anche in "bassa stagione" o con cielo leggermente velato.

 

Infine, non avendo certezze sulla non tossicità della vernice nera per alte temperature in mio possesso, ho realizzato il fondo nero tagliando la lastra di un vecchio forno. A questo punto ho pensato che alzandola di 1cm dal fondo con 2 listelli di legno non poteva che dare una resa migliore in quanto trasmette meno calore all'alluminio e quindi al materiale di isolamento piuttosto che alla pentola.

 

Ora il mio Sunstove sarebbe operativo in quanto è stato progettato per non avere necessità di ulteriori pannelli riflettenti molto sensibili al vento ma vista la latitudine non tropicale in cui opererà ho voluto aggiungerne uno che inoltre, una volta chiuso, protegge il vetro e contribuisce a mantenere la temperatura in caso di nuvole (cfr. la sezione "pentola norvegese") Si tratta di un pannello di compensato da 5mm sul quale ho incollato ritagli di specchio adesivo  E' fissato allo sportello con due cerniere con perno smontabile così in estate e in caso di vento è possibile ripristinare il SUNSTOVE originale.
La regolazione dello specchio avviene con piccolo profilato di alluminio bloccato con un morsetto "maison" che si stringe con dadino a galletto.

 

  

 

 A questo punto però a forza di aggiungere "optionals", il peso della struttura è diventato importante e temendo che il guscio di cartone per quanto spessissimo, non riesca a mantenere nel tempo la sua forma, ho aggiunto ancora un listellino di legno davanti e due "zampe" dietro (ormai, etto più, etto meno...) che consentono al fondo di stare sospeso da terra di circa 1cm.

 

 


 

 

  

Pur essendo terminato da qualche settimana, riesco ad organizzarmi per i primi test solo... il 21 dicembre SOLSTIZIO D'INVERNO ovvero il giorno in cui il sole è più basso sull'orizzonte e quindi, in teoria, il culmine del periodo più sfavorevole per la cottura solare.

 

Ma la curiosità è forte, la giornata limpida anche se soffia un vento fortissimo (che farà ballare non poco il termometro) e così installo l'apparecchio al sole.

Incredibilmente, come da scheda qui sotto riportata, riesco ad ottenere l'ebollizione di 250ml d'acqua in 1h05, ripeto al SOLSTIZIO D'INVERNO!!!!

 

 

 

 

  


21 dicembre... BOLLE!!!

 


Il 23 dicembre giornata altrettanto limpida ma con una temperatura di 5° e assenza di vento ripeto la prova che mi da sostanzialmente risultati identici.

 

Il 28 dicembre decido di provare a cuocere qualcosa. Avevo sotto mano solo delle patate e una cipolla. Sotto riporto la scheda della prova. Avendo ritardato il pranzo per altri impegni, proviamo ad assaggiare le patate come contorno. Posso assicurare che erano ottime ma stracotte e sicuramente sarebbe stato sufficiente un tempo di cottura decisamente inferiore per questa quantità di cibo.

 

 

 

 

 

Per curiosità durante una "seduta essicativa" in cui ho "acceso" il forno solo per cercare di togliere un po' di condensa, il termometro con la sonda inserita nella pentola vuota e secca ha segnato 132°C!

 

Mi ritengo molto soddisfatto di questa prima serie di prove effettuate proprio nel periodo durante il quale tutti i manuali di cucina solare dicono sia impossibile cucinare!!!

 

Unica nota negativa è la condensa che si forma tra i doppi vetri del coperchio. Infatti, per evitare il più possibile contatto alimentare con sostanze non commestibili, avevo siliconato solo la parte esterna del vetro esterno ma in questo modo il vapore passa tra i due vetri e vi rimane intrappolato. I piccoli forellini che ho fatto sulla cornice durante queste prove per consentire un ricambio di aria nell'interspazio dopo l'utilizzo del forno non sono sufficienti pertanto:
o decido di sigillare anche la parte interna del vetro interno
oppure costruisco un'altra cornice per il vetro esterno con possibilità di aprire la camera d'aria dopo la cottura e consentire l'eliminazione dell'umidità.

 

Seppure più laborioso (costruzione di un'ulteriore cornice ed estrazione del vetro esterno dal coperchio esistente con operazione chirurgica) ho optato per questa soluzione visto che la sola condensa della cottura in corso non sembra compromettere il funzionamento del forno (anche se in questi test la temperatura nella pentola si stabilizzava a 108° quella all'interno del forno continuava a crescere) e posso così evitare l'uso di materiali chimici.

 

 

 

 

 

Finalmente ecco gli Ulteriori test del SUNSTOVE

 

Si veda anche: Comparazione SUNSTOVE – “PRIMROSE” 

 

                                                un Sunstove per la Sardegna

 

 

 

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